Ortottistica
Ortottistica
La Visita Ortottica consiste nello studio dell’apparato neuromuscolare dell’occhio.
L’obiettivo della visita ortottica è la diagnosi o l’esclusione di anomalie neuromuscolari e neurosensoriali (alterazione dell’equilibrio dei muscoli extraoculari, deficit a carico dei nervi che comandano i muscoli oculari), e le alterazioni funzionali che ne derivano come strabismo, diplopia, ambliopia, confusione , anisometropia, paralisi oculari, assenza di visione binoculare, assenza di stereopsi (senso della tridimensionalità garantito solo da un buon sistema visivo), ecc…
L’ Ortottica quindi e’ un ramo dell’ Oculistica che comprende qualsiasi procedimento terapeutico atto a ristabilire il corretto equilibrio della motilità oculare, la normale visione binoculare, nonchè un valido potere di fusione e di stereopsi, eliminando ambliopia, soppressione.
L’Ambliopia è uno dei disturbi visivi più comuni nei bambini.
Si tratta di una condizione di ridotta capacità visiva di un occhio (spesso definito “pigro”) che non presenta alcuna alterazione strutturale clinicamente evidenziabile, in grado di spiegare tale perdita di funzione.
A causa del diverso sviluppo tra i due occhi, nella fase di formazione dell’apparato visivo, il bambino comincia ad utilizzarne uno solo; il mancato esercizio dell’occhio più debole accentua la differenza tra i due e può portare all’ipovisione di quello meno sviluppato.
Se l’ambliopia riguarda entrambi gli occhi è facile, per il genitore, accorgersene poiché il bambino mostra chiaramente di non vederci bene: non segue con lo sguardo, non tende le mani verso gli oggetti, non impara bene a camminare.
Se, invece, l’ambliopia interessa un solo occhio è più difficile per il genitore o il pediatra rilevare il difetto, poiché il bambino mostra di vedere bene con entrambi gli occhi: impara anche a camminare, tutt’al più cade facilmente in quanto, senza la visione binoculare, non acquisisce la percezione della profondità.
Le cause che generalmente determinano l’ambliopia possono essere classificate in tre categorie: strabismo, anisometropia ovvero differenza nei difetti di refrazione tra i due occhi (ad esempio, uno miope e l’altro ipermetrope o miopia ad entrambi gli occhi ma di diversa entità) e deprivazione sensoriale, quando cioè lo stimolo luminoso non riesce ad arrivare alla retina (es. cataratta congenita, ptosi palpebrale).
L’ ambliopia è presente nel 2-4% della popolazione; la sua incidenza è più elevata in associazione con alcune condizioni quali prematurità neonatale, sindrome di Down, patologia neurologica e familiarità per ambliopia o strabismo.
“L’occhio pigro”
E’ un difetto visivo molto diffuso tra i bambini che però, se correttamente affrontato e non trascurato, può essere facilmente risolto nella quasi totalità dei casi.
La terapia consiste nell’occlusione dell’occhio sano, nell’utilizzo di lenti correttive e di varie forme di stimolazione che favoriscono il recupero visivo dell’occhio ambliope.
L’intervento correttivo deve però avvenire in età pediatrica: se l’ambliopia viene diagnosticata oltre i sei- otto anni di età, diventa quasi del tutto inguaribile. Solo durante questo iniziale periodo plastico del sistema visivo, l’ambliopia può essere trattata e deve essere prevenuta.


